Presidio all’Università di Torino: la calma prima della tempesta
Come sappiamo tutti ormai, l’Università di Torino ha deciso di alzare le tasse già a partire dal prossimo anno accademico 2009-2010 e gli aumenti, si sa, generano rivolte.
Una situazione che vedrà l’apice domani pomeriggio in via Verdi, via dove risiede la presidenza della Facoltà di Lingue e sede del funesto, e discutissimo, Palazzo Nuovo.
Rappresentanti e studenti hanno fatto del primo articolo dello Statuto, il loro credo: “L’Università di Torino è un’istituzione pubblica le cui finalità sono l’istruzione superiore e la ricerca scientifica e tecnologica”, e sarà questo il diritto per cui domani sfilerà un corteo nell’area pedonale.
Se gli studenti hanno scelto il giorno di domani per far valere i propri diritti non è un caso. Domani, infatti, il Senato accademico deciderà se si realizzere o no l’aumento delle tasse. Un aumento che graverebbe sulle spalle degli studenti che, se appartenenti alla fascia massima di reddito, devono già affrontare una spesa di quasi 2000 euro all’anno.
Una tassa spropositata considerando che una buona fetta dei frequentanti è spesso obbligato a seguire le lezioni seduto comodamente… a terra.