Digos: sono dodici i torinesi in carcere

Per acciuffare i torinesi colpevoli degli scontri dello scorso G8 dell’Università, i Digos hanno creato l’Operazione Rewind, chiamata così l’indagine lampo centrata sul corteo del 19 maggio.

L’indagine, come ha sottolineato Giancarlo Caselli procuratore capo di Torino, non è stato svolta contro i membri di un gruppo specifico ma bensì, contro chiunque abbia agito per recare danno alla città e ai suoi cittadini.
Durante l’incontro sono state mostrate in ralenti le immagini del corteo che sono state ingrandite per riconoscere gli individui colpevoli dei reati di vandalismo.
Tra tutti i soggetti, dodici sono stati arrestati e portati al carcere Vallette di Torino. Tra di loro c’è anche una donna, tutti appartenenti al centro sociale Askatasuna.

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Rogo nel deposito auto di polizia

rogo auto

A quanto pare la moda dell’ “appicca-fuochi” non è ancora finita.
Ben nove auto nel deposito d’auto della polizia municipale sito in via Druento sono state avvolte dalle fiamme.
Nove veicoli colmi di carburante e a rischio esplosione. Una situazione pericolosissima che è stata sanata grazie al pronto internvento dei vigili del fuoco e del gruppo Digos, recatosi nel luogo del rogo per trovarne i responsabili ma sul posto non sono stati trovati indizi o materiali utilizzati per innescare l’incendio.

Purtroppo, gli ultimi, e numerosi, avvenimenti non sono utili a tracciare un’ipotesi. Troppe le zone coivolte e troppo lontane tra di loro e purtroppo nessun testimone.
Per ora le ricerche si intensificheranno in tutta la nostra città con la speranza di trovare indizi o testimoni che possano porre fine ai roghi, vicende seriali a cui purtroppo ancora non è stato attribuito un volto.

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Minacciato il re del telefonino

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E’ caccia alle streghe per Wladimiro Tallini, conosciuto come Wladi, il ragazzo che sponsorizza suonerie per cellulari che hanno come protagonisti animali d’ogni sorta.
La sua carriera nell’ambito dell’intrattenimento da telefonia nasce nel 2006 dopo una suoneria dedicata ai Mondiali e da lì la sua carriera è stata tutta in ascesa fino a quando alcuni ragazzi torinesi hanno deciso di mettere a ferro e fuoco i locali di città e provincia per scovarlo e minacciarlo a morte.

Oggi il ragazzo ha paura fino al punto di sentirsi obbligato a presentare denuncia per le numerosissime lettere anonime e minacce ricevute. Se già questo aveva dell’assurdo, aspettate a stupirvi: a Wladi è stato anche dedicato una pagina su Facebook in cui ragazzi e ragazze promettono di aggredirlo presto, mentre sul blog del personaggio televisivo seguono le parole di chi lo insulta senza ritegno e lo accusa di rubare soldi allo Stato senza alcun merito artistico professionale.

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