Riteniamo giusto, e CIVILE, pubblicare un comunicato che vi anticipa la manifestazione contro il razzismo che si terrà il 17 ottobre a Roma:
Sono circa 3 mesi che diversi cittadini di Torino (migranti e nativi) e della Regione Piemonte si uniscono ogni settimana al meno una volta per organizzare una strada auto-organizzata ed indipendente verso una manifestazione nazionale antirazzista.
Conto molto sulla vostra presenza sia per poter avere dei momenti di riflessione sia per poter vedere il vostro appoggio fisicamente in questa lotta per i diritti dei migranti che vivono in questo paese e ormai devono essere contati, rispettati e presi in considerazione non solo perché costituiscono il 10% del PIL italiano ma soprattutto sono degli esseri umani come tutti gli altri ma purtroppo attualmente privi di ogni tipo di diritto in alcuni casi addirittura privi del diritto di esistere. Ognuno di voi in certi periodi della sua vita deve, ha dovuto oppure dovrà vivere da invisibile, da precario, da clandestino e da ir(regolare). Per stare uniti contro ogni tipo di discriminazione e sfruttamento.
Per un Italia antirazzista la marcia inizia da Roma.
“La bellezza salverà il mondo”, disse Fedor Dostoevskij.
E se avete sempre avuto dubbi sulla veridicità della citazione, con Luxos avrete finalmente le idee molto più chiare.
La mostra è dedicata al particolare gusto del vivere inteso come capacità dell’uomo di circondarsi del bello anche nella vita materiale, aspetto che riesce a essere in ogni civiltà il vero segno della bellezza senza tempo. L’antico senso del luxuriose vivere è riuscire a catturare parte del tempo che scorre per se stessi, è il vero e prezioso lusso della mente che riesce a prescindere ogni manifestazione di ricchezza per poter essere accessibile a chiunque intenda coltivarlo.
È la particolare capacità di apprezzare la realtà attraverso gli strumenti sensoriali e cognitivi che sono in grado di generare l’educazione al bello, al sapere, al progresso, al dialogo. In questo senso, ancora, l’esposizione vuole essere un omaggio agli uomini, al loro amore per la vita, ai loro eccessi e alle loro debolezze, alle caratteristiche più effimere, ma profonde, che rendono l’umanità, ieri come oggi, così contraddittoriamente uguale a se stessa. Un percorso artistico e sensoriale che offre ai visitatori l’occasione di accostarsi a diversi aspetti del vivere antico illustrati dalle splendide opere d’arte o dai più diffusi oggetti della vita quotidiana.
Ebbene sì, cari lettori. La frase che state leggendo non è stata pronunciata da un giocatore di bocce, un vecchino tutto uve e barbera, una nonnina in pizzi e merletti dopo un incontro con gli amici di piancola. L’autore di cotanta bellezza è lui, il dio della musica rock, il Boss delle vecchie e nuove generazioni: BruceSpringsteen.
34.000 spettatori ieri erano riuniti a Torino ad acclamare l’autore dei grandi successi che da anni mandano in til le grandi classifiche musicali.
Con lui la E Street Band, band r’n'b che da anni lo segue in concerti e successi planertari: la chitarra di Little Steven Van Zandt, il sax di Clarence Clemmons e Nils Lofgren.
Tra le urla del pubblico il Boss ha snocciolato i suoi grandi successi: da Loose Ends, Pink Cadillac, Working on a dream e I’m on Fire.
E’ stata firmata la trattativa tra Indesit Company e sindacati.
La struttura di None potrà continuare a produrre lavastoviglie destinate sia in territorio nazionale che europeo.
La trattativa prevede che entro due anni, dal 2009 al 2012, un centinaio di lavoratori subiscano un prepensionamento incentivato e altri invece vengano coinvolti in una cassa integrazione a rotazione.
L’azienda si è inoltre detta disponibile a ricollocare in altri stabilimenti chi voglia abbandonare quello di None.
Una trattativa che vede finalmente un po’ di luce al fondo di un tunnel che da mesi aveva messo in pericolo la sorte di moltissime famiglie piemontesi.
La Regione Piemonte, inoltre, conferma l’impegno sia sul fronte della possibile reindustrializzazione, che rispetto a finanziamenti per progetti di ricerca presentati dal gruppo Indesit. Il testo firmato a Roma conferma e sottolinea l’impegno dell’azienda Indesit per il mantenimento e per la qualificazione della capacità competitiva, produttiva ed industriale di tutti gli otto stabilimenti italiani. Un risanamento nazionale, quindi.
E’ stato riaperto oggi l’aeroporto di Torino che ieri era stato chiuso per una crepa sulla pista di atterraggio, problema che aveva costretto lo staff ad una manutenzione d’urgenza e che aveva visto i viaggiatori arrabbiarsi e sbuffare seduti sulle poltrone d’attesa.
L’aeroporto ha riaperto solo questa mattina alle 5.50 e la situazione, per tutti queli che dovevano rientrare in città e per chi doveva invece partire, sembra essere tornata alla normalità.
Il primo aereo atterrato sulla pista è stato il velivolo delle 6.10, un Blue Express proveniente da Roma, atterrato senza passeggeri per precauzione.
Ieri sera ben ventitre aerei non erano atterrati all’aeroporto: dodici cancellati tra cui quelli provenienti da Parigi, Lussemburgo, Roma, Dusseldorf e in partenza per Monaco, Catania, Bari. Undici, invece, i voli dirottati, come quelli in arrivo da Katowice e Minsk.
Si terrà il 16 e 17 giugno la riunione che deciderà le sorti di Ryanair Torino, una nuova attesissima rotta che già fa vibrare di gioia i viaggiatori torinesi.
La notizia è stata data dopo la riunione tenuta oggi a Palazzo Civico, meeting durante il quale si sono discusse le nuove sorti dell’aeroporto Alessandro Pertini che dovrebbe ospitare una nuova sede della linea low cost irlandese.
La scelta, secondo alcuni, sarebbe stata fatta in seguito ai ritardi dei voli partiti da Roma, un’ipotesi che il vicesindaco Tom Dalessandri ha ripetutamente smentito puntando invece il dito contro la compagnia Cai (nuova gestione di Alitalia, per intenderci), una posizione che avrebbe peggiorato la situazione dei voli da Roma.
L’aeroporto di Caselle, secondo le analisi condotte, incontrerebbe le esigenze del pubblico dimostrando una continua crescita e un buono sviluppo, elementi che avrebbero fatto guadagnare al nostro aeroporto una trattativa che finalmente potrà regalare ai viaggiatori piemontesi molte altre rotte internazionali.
La Lega riceverà oggi l’elenco dei condannati per deciderne le sorti.
Non sono stati perdonati i responsabili della bagarre di domenica. Nella lista nera compaiono infatti i nomi di Ogbonna e Pisano, giocatori granata e Olivera e Rubinho, i rossoblù, tutti destinati a massimo 6 giornate di stop.
Nel mirino anche Diana e Bianchi che potrebbero fermarsi per due giornate. Provvedimenti in vista anche per il dirigente granata, Massimo Ienca.
Dura prova per il Toro che dovrà tessere la sua rete di protezione a Roma senza vedere in campo alcuni dei giocatori migliori con un Dzemali diffidato, e un Abate espulso con cartellino rosso nella partita del divorzio tra Genoa e Toro.
La mostra è un omaggio all’elezione di Luigi Einaudi come Presidente della Repubblica e all’esposizione non stupisce che abbia partecipato principalmente Roberto Einaudi, figlio dell’ex presidente che grazie ai preziosi documenti storici esposti alla mostra è riuscito a ritrarre la figura di un padre Presidente, economista, giornalista e governatore.
Una figura complessa e racchiusa nella maestosità di un uomo cha ha donato se stesso per il suo Paese.
Moltissime le opere d’arte, gli oggetti quotidiani e le opere collezionate dal Presidente: una vera banca dati che narra la storia d’Italia.
La mostra sarà aperta fino al 26 aprile con i seguenti orari:
dal martedì al venerdì ore 10-18
sabato ore 10-19
domenica ore 15-19
La nuova moschea sorgerà vicino alla zona di Corso Giulio Cesare, in un’area dismessa.
La costruzione accoglierà la comunità islamica ancora sprovvisti del loro tempio e per ora, solo accumulati in garage e luoghi privati.
Il progetto verrà seguito da Abdel Aziz Kounati, imam della moschea della pace ed esponente dell’Umi (Unione Musulmani Italiani) che promette una totale indipendenza economica.
La nuova moschea sarà la terza in Italia, dopo quelle di Milano e Roma e accoglierà circa seimila religiosi, una somma abbastanza consistente ma che scompare dietro ai 60mila musulmani che popolano il nostro Paese.
E’ stata negata la richiesta fatta da Roberto Piacentino, avvocato dell’ex presidente del Premio Grinzane Cavour, circa la concessione degli arresti domiciliari per il suo cliente.
Il Gip di Torino ha respinto la richiesta giudicando Giuliano Soria, un “soggetto pericoloso” e considerando troppo alto il rischio di inquinamento prove.
Verrà nominato tra poche ore il nome del liquidatore a seguito della riunione tra Comitato dei soci e Consiglio d’amministrazione, enti che hanno deciso di mettere in liquidazione il Premio, o com’è stato definito da molti, “l’Impero di Giuliano Soria”.
Per ora si dice che l’unico cruccio dell’ex Presidente sia quello di non aver nominato un erede del suo regno, qualcuno che avrebbe potuto portare avanti un progetto nato e cresciuto da una grande passione e ventotto anni di lavoro.
Un “signor nessuno” da qualche parte starà tirando un sospiro di sollievo.