Meno tasse per gli abbonati Gtt


Con la rovinosa crisi la società di viene incontro a tutti gli abbonati rendendo detraibile dall’ la spesa sostenuta per gli abbonamenti ai mezzi di .

Ecco tutte le notizie dal gruppo dei :
La Legge Finanziaria 2009 (22.12.2008 n. 203) all’art.2 comma 7 stabilisce che la detrazione delle spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di pubblico locale, regionale e interregionale, prevista dalla Legge Finanziaria 2008, è prorogata al 31.12.2009. Pertanto, tutte le spese sostenute entro l’anno 2009 per l’acquisto dei relativi abbonamenti, possono essere detratte dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche (nel momento in cui si compilerà il modello 730/2010 o Unico 2010 riferiti al 2009) nella misura del 19%, per un importo delle spese stesse non superiore a 250 .

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Università e tagli: togliamo ai ricchi per dare ai poveri

E’ stato l’incontro più lungo nella storia quello che si è concluso ieri pomeriggio.
Un incontro contestato che ha visto il Senato Accademico portare a casa un’unica, dura proposta: la creazione di un’altra fascia di superiore agli 80.000 euro annuali che vedrebbe pagare gli studenti una somma di 1.900 euro l’anno di .

Pochi voti contrari si sono schierati contro la nuova proposta. Molti invece, i voti favorevoli che hanno portato all’accettazione della proposta del Rettore: una nuova suddivisione che evita che il debito ricada su tutti gli studenti delle Facoltà.

I contrari però non si danno per vinto: sono in arrivo nuove contestazioni, un gruppo che non vuole essere costretto a pagare i tagli del Ministro Gelmini e Tremonti.

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Presidio all’Università di Torino: la calma prima della tempesta

Come sappiamo tutti ormai, l’Università di Torino ha deciso di alzare le tasse già a partire dal prossimo anno accademico 2009-2010 e gli aumenti, si sa, generano rivolte.

Una situazione che vedrà l’apice domani pomeriggio in via Verdi, via dove risiede la presidenza della Facoltà di Lingue e sede del funesto, e discutissimo, .
Rappresentanti e hanno fatto del primo articolo dello Statuto, il loro credo: “L’Università di Torino è un’istituzione pubblica le cui finalità sono l’istruzione superiore e la ricerca scientifica e tecnologica”, e sarà questo il diritto per cui domani sfilerà un corteo nell’area pedonale.

Se gli hanno scelto il giorno di domani per far valere i propri diritti non è un caso. Domani, infatti, il Senato accademico deciderà se si realizzere o no l’aumento delle tasse. Un aumento che graverebbe sulle spalle degli che, se appartenenti alla fascia massima di , devono già affrontare una spesa di quasi 2000 all’anno.
Una tassa spropositata considerando che una buona fetta dei frequentanti è spesso obbligato a seguire le lezioni seduto comodamente… a terra.

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Il carico didattico ci ha scaricati!

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Ha lasciato a piedi moltissimi studenti il sistema Esse3, l’innovativo sistema informatico utilizzato per registrare il didattico di miliaia di studenti torinesi.

Il tilt si è già registrato alcuni giorni fa, quando nel box blu di Nuovo, venivano appesi con scotch minacciosi avvisi: “Qui non si stampa!”, “Impossibile visualizzare il didattico!” e via dicendo: una cosa da sincope!
Il didattico è uno strumento che permette ali studenti di registrare i propri esami su file accessibili alla segreteria didattica che registrerà poi i voti in ogni carriera scolastica dello studente. E’ quindi un fondamentale per poter avere la prova certa di aver dato esami e averli registrati in largo anticipo.

Ora questo sistema saebbe in crisi grazie ad un software nuovo che, invece di rinnovare il vecchio , ha creato moltissimi problemi.
La segreteria ha assicurato alle facoltà colpite che se il problema non verrà risolto in tempo, il limite massimo per la consegna del verrà rinviato, e meno male, ci viene da dire, visto che un solo giorno di nella compilazione del vale ben 70 euro!

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Studenti fuori sede cercano casa…

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“Adotta uno studente”: è questo il slogan che fra poco animerà la nostra città. L’idea è nata da una di Francesco Profumo, il rettore del di Torino, che oltre ad aver lanciato lo slogan, ha anche architettato tutto il progetto.
Il rettore è stato in seguito supportato dal Comune di Torino che ha sposato l’idea di fare ospitare agli anziani soli della città, uno (o più) studenti fuori sede.

La è nata (forse un po’ in rispetto alle iscrizioni) in seguito alla carenza dei posti letto nelle residenze universitarie: solo quest’anno, più di 500 studenti fuori sede sarebbero stati respinti pur avendo tutti i requisiti per poter godere di un appartamento.

Tra qualche giorno ci si riunirà per definire le linne guida del progetto anche se, un programma simile sarebbe già fornito presso alcune case Atc, nelle quali un anziano ospita (dietro il pagamento di una somma per l’affitto) uno studente per circa otto mesi: una soluzione che avrebbe riscosso molto successo accontentando entrambe le parti.

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